La verità e i consigli di Brecht

31 March 2009

Il primo giorno del master di giornalismo a Buenos Aires, ormai 4 anni fa, dopo una breve presentazione, uno degli insegnanti, Gabriel Pasquini, disse: “Alzi la mano chi crede che la verità non esista”.

Queste persone, avevano a questo punto due possibilità: abbandonare il master o cambiare idea. Io credo di non aver alzato la mano solo perchè la domanda era stata pronunciata con un forte accento argentino a cui non ero abituata, essendo arrivata dall’italia solo due giorni prima. Insomma, non avevo capito e per non sbagliare, avevo scelto di non dare nell’occhio. Per come la pensavo allora avrei dovuto alzarla. Ci ho messo un po’ a digerire che, perchè il lavoro di giornalista abbia senso, ci dev’essere una verità di riferimento unica, a cui avvicinarsi, anche se con tagli o punti di vista diversi.

Mi chiedo ogni giorno dove va a finire la “tensione alla verità” dei giornalisti quando si lavora soprattutto su internet e al telefono, e le verità a cui aspiriamo spesso ce le rivela qualcun’altro che a sua volta l’ha trovata in rete.

Mi chiedo che fine farà la verità con la crisi economica. Con i giornali che spendono sempre meno per mandare le persone per strada e i giornalisti che, per sopravvivenza o per pigrizia, lavorano chiusi in casa e potrebbero scrivere di qualsiasi evento di questo mondo.

In questi giorni in particolare non trovo in internet la spiegazione del perchè tutti parlano della guerra in Afghanistan come di una guerra giusta e inevitabile. Anche se è quello che, con diverse sfumature, riportano tutti i giornali più letti. Mi sembra di intuire che questo fine settimana la conferenza della NATO produrrà nuove verità sull’ordine mondiale.

Assiomi inappellabili. Come inappellabile, fino ad oggi ,sembrava dover essere la crescita economica.

Mi chiedo anche dove andrà a finire la verità in Italia con…. va beh, con la situazione che tutti sanno ma che oramai alla gente “no le importa un pimiento” (come ha scritto un collega spagnolo questo fine settimana).

Oggi, mentre facevo queste riflessioni, mi è capitato di imbattermi di nuovo nel saggio breve “Le cinque difficoltà per scrivere la verità”, di Brecht.

Ne incollo qui sotto alcuni estratti. Buona lettura!

Le Cinque difficoltà per chi scrive la verità (1935).


Chi ai giorni nostri voglia combattere la menzogna e l’ignoranza e scrivere la verità, deve superare almeno cinque difficoltà. Deve avere il coraggio di scrivere la verità, benché essa ovunque venga soffocata; l’accortezza di riconoscerla, benché ovunque venga travisata; l’arte di renderla maneggevole come un’arma; l’avvedutezza di saper scegliere coloro nelle cui mani essa diventa efficace; l’astuzia di divulgarla fra questi ultimi…

1) Il coraggio di scrivere la verità.
Sembra cosa ovvia che colui che scrive scriva la verità, vale a dire che non la soffochi o la taccia e dica cose non vere. Certo che non si pieghi davanti ai potenti e non inganni i deboli. Certo… dispiacere ai potenti significa rinunciare al possesso. Rinunciare ad essere pagati per il lavoro prestato può voler dire rinunciare al lavoro e rifiutare la fama presso i potenti significa spesso rinunciare a ogni fama. Per farlo ci vuole coraggio… Per dire che i buoni sono stati vinti non perché erano buoni, ma perché erano deboli, ci vuole coraggio. Naturalmente la verità bisogna scriverla in lotta contro la menzogna e non si può trattare di una verità generica, elevata, ambigua. Di tale specie, cioè generica, elevata, ambigua è proprio la menzogna. Se a proposito di qualcuno si dice che ha detto la verità, vuol dire che prima di lui alcuni o parecchi o uno solo hanno detto qualcos’altro, una menzogna o cose generiche; lui invece ha detto la verità, cioè qualcosa di pratico, di concreto, di irrefutabile…

2) L’accortezza di riconoscere la verità.
… Nessuno potrà mai dire che trovare la verità sia cosa facile… Tutti coloro che scrivono nella nostra epoca di rapporti complicati e di grandi mutamenti debbono conoscere il materialismo dialettico, l’economia, la storia. Sono nozioni che si possono acquisire mediante i libri e l’insegnamento pratico, quando non faccia difetto la necessaria applicazione… Quando si ha intenzione di cercare, è bene avere un metodo, ma si può trovare anche senza metodo e persino senza cercare. In questa maniera casuale è certo però assai difficile che si riesca a rappresentare la verità in modo tale che gli uomini, grazie a questa rappresentazione, sappiano come devono agire. La gente che annota solo i piccoli dati di fatto non è in grado di rendere maneggevoli le cose di questo mondo. Questo però e nessun altro è lo scopo della verità…

3) L’arte di rendere maneggevole la verità come un’arma.
La verità deve essere detta per trarne conclusioni determinate circa il proprio comportamento… Chi vuole descrivere il fascismo e la guerra, deve costruire una verità suscettibile di essere tradotta in pratica. Deve dimostrare che si tratta di catastrofi a danno delle enormi masse di coloro che lavorano senza possedere mezzi di produzione propri, provocate dai proprietari di tali mezzi di produzione. Quando si vuole scrivere efficacemente la verità su certe condizioni deplorevoli, bisogna scriverla in modo che se ne possano riconoscere le cause evitabili. Quando le cause evitabili vengono riconosciute, le condizioni deplorevoli si possono combattere.

4) L’avvedutezza di saper scegliere coloro nelle cui mani la verità diventa efficace.
… La verità su certe condizioni deplorevoli dobbiamo dirla a coloro che di queste condizioni più soffrono e da loro dobbiamo apprenderla… Importante per quelli che scrivono è trovare il tono giusto per dire la verità. Quello che comunemente si ode è un tono molto mite e lamentoso, il tono di chi non sarebbe capace di far male a una mosca… La verità è combattiva, non solo combatte la menzogna, ma anche quelle determinate persone che la divulgano.

5) L’astuzia di divulgare la verità fra molti.
Vi sono molti che, fieri di avere il coraggio di dire la verità, felici di averla trovata, stanchi forse della fatica che costa il ridurla ad una forma maneggevole, impazienti di vederne entrare in possesso coloro i cui interessi vanno difendendo, non ritengono più necessario usare una particolare astuzia per divulgarla. In tal modo tutto il frutto della loro fatica va spesso in fumo. In tutti i tempi, quando la verità veniva soffocata, si ricorse all’astuzia per divulgarla…

Advertisements

One Response to “La verità e i consigli di Brecht”

  1. tania feghali Says:

    quando partirai nascondi la verità sotto il mantello…….
    (Lebens des Galilei)


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: