Scomparirrano i libri di carta nel 2020? Probabilmente no. *

13 October 2009

la scomparsa dei libri

Probabilmente no, i libri di carta come li abbiamo conosciuti fino ad oggi non scompariranno entro il 2020, ma questo non vuole dire che non siamo di fronte a un cambio epocale. I vecchi libri non vanno bene per il formato digitale. Allo stesso tempo gli e-book “non sono testi stampati su uno schermo”, ma un nuovo tipo di letteratura, per cui saranno necessarie nuove forme narrative. A queste e altre (incerte) conclusioni, sono giunti, lo scorso finesettimana, linguisti, traduttori, editori e altri addetti al lavoro riuniti in un dibattito nel castello di Hainfeld, in Austria, in occasione della tre giorni di Letteratura Europea.

Lo scrittore esperto in media austriaco Rüdiger Wischenbart, incaricato di introdurre il tema ha risposto di “no” alla domanda che dava il titolo al dibattito, “Internet sostituirà i libri entro il 2020?”, però ha anche voluto precisare che probabilmente i libri digitali nel 2020 saranno qualcosa di molto diverso a quello che stiamo sperimentando oggi. “Nessuna delle grandi rivoluzioni avvenute nella comunicazione ha eliminato storicamente la presenza dei libri”, ha spiegato, “e non c’è motivo di aspettarsi che questo avvenga ora”. “La moltiplicazione delle possibilità non significa che dobbiamo aspettarci la sostituzione”, ha aggiunto.

“Tutte le volte che qualcosa di nuovo si presenta nel mondo della comunicazione, deve lottare per affermarsi”, ha spiegato Beat Mazenauer caporedattore di Readme.cc, il social network della letteratura europea che promuove questa serie di incontri, “per questo è necessaria la presenza di portali come Readme.cc che stanno cercando di mettere i libri on line ma in modo moderno, attraverso la creazione di una comunità sovralinguistica”. Mazenauer non ha dubbi riguardo al fatto che gli e-book amplieranno le possibilità e il mercato della narrativa, “permetteranno anzi a tutta una parte di letteratura d’avanguardia di venire fuori e crearsi la nicchia di lettori”.

Non tutti sono così ottimisti: Lucien Leitess, editore svizzero della casa Unionsverlag, pensa davvero che sia un privilegio potere assistere da dentro a questa rivoluzione, “che forse non ha la stessa portata del passaggio dalla cultura orale a quella scritta ma è comunque epocale”, ha assicurato. Proprio perché si tratta di un momento rivoluzionario, “ci sarà chi ci guadagna e chi ne rimane tagliato fuori”. Come editore è convinto che il suo ruolo non cambi nella sostanza: “Continueremo a occuparci di design del ‘libro’ e di visualizzazione”, magari includendo video e suono, ha assicurato.

Sul fatto che il libro di carta non scomparirà nel 2020 è d’accordo anche Karin Wenz, linguista austriaca, specializzata in semiotica applicata al mondo digitale, “non bisogna però aspettarsi che l’e-book sia un libro stampato su uno schermo”, ha detto. Nessuno vuole leggere i vecchi testi sul supporto elettronico secondo Wenz. “Nel 2020 i libri 2.0 saranno gia molto vecchi, bisogna aspettarsi altro ancora”, ha spiegato. “Credo però”, ha detto in conclusione Wenz, “che perché la rivoluzione possa avvenire sarà necessario iniziare a pagare per i contenuti su internet, e non credo che sia difficile, si tratta solo di creare l’abitudine”.

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