Piraten Partei! *

21 September 2009

piraten partei

(incollo qui un articolo sulla crescita del Piraten Partei tedesco pubblicato questa mattina su L’Unità http://www.unita.it)

Probabilmente non ce la faranno, ma hanno tutte le buone ragioni per crederci. A una settimana dalle elezioni federali, i difensori di internet del Piraten Partei, con un’enorme campagna elettorale e la benedizione della rete, hanno superato come iscrizioni i neonazisti dell’Npd. A quota 7900 iscritti, sono diventati il settimo partito del paese, subito dietro ai Verdi. Lo sbarramento del 5% è un ostacolo ancora lontano,ma vada come vada qualsiasi governo dovrà tenere conto di questa nuova realtà.

Si sono fatti spazio tra i polverosi slogan di Cdu e Csu e quelli classici dell’Spd parlando la lingua delle migliaia di giovani che vivono, lavorano, mantengono rapporti e si informanosu internet. Sono riusciti in pochi mesi a dare una voce sola a quanti temono il controllo e la vendita dei dati personali, soprattutto dopo che il governo ha approvato due leggi, nominalmente contro terrorismo e pedofilia, che permettono di fatto di sorvegliare impunemente i cittadini. Si sono dati un programma che parla di open source, di comunità wireless estesa e di trasparenza delle istituzioni ma include anche temi classici di educazione e ecologia mutuati dai Verdi e dalla Linke. La scorsa settimana hanno portato in piazza 25000 persone a Berlino al grido: «Libertá, non paura!».

CITTADINI SORVEGLIATI.

La campagna elettorale del Piraten Partei si è distinta per iniziative e partecipazione, in un momento di forte apatia politica, anche per gli appoggi incrociati di altri partiti, in particolare i Verdi, Die Linke e i liberali dell’Fdp i cui membri hanno partecipato alla manifestazione di sabato scorso. «Negli anni ’70 molte persone si resero conto che la pace non era più sicura con la diffusione delle armi atomiche e che l’inquinamento stava rovinando il pianeta. Per questo nacquero movimenti pacifisti e ecologisti. Nessun partito li rappresentava», spiega Stefan Hensen alias «Stef», membrodel partito pirata in occasionedi unevento organizzato nello storico locale Maria am Ostbahnhof (tra le istallazioni e i concerti c’è anche un enorme fallo con su scritto «Silvio»). «Oggi molti cittadini si sentono costantemente sorvegliati, dallo Stato e dai privati, e vedono i loro diritti fondamentali minacciati. Nessuno parlava di questi temi e così è nato un movimento di cittadini». A contribuire alla sensibilizzazione sui diritti della rete hanno giocatoun ruolo anche gli scandali di Deutsche Bahn, Deutsche Telekom e Lidl, tra gli altri, che hanno dimostrato come per qualsiasi azienda sia diventato normale spiare i clienti. Anche lo Stato, secondo i Pirati, ha un atteggiamentoambiguo nei confronti di internet: «Molti cittadini,nonsolo giovani, usano internet normalmente, e la rete è diventata per i politici contemporaneamente un rischio o un modo per fare soldi», insiste Stef. Il Piraten Partei raccoglie 100 iscritti al giorno con età media di 29 anni, tanto che anche Merkel, alcunesettimane fa, ha dovuto fare riferimento al fenomeno. «Non possiamo non tenere presente l’esistenza del Piraten Partei», ha detto. Per il seggio in parlamento sono forse ancora troppo giovani (esistono solo dal 2007), ma la loro lotta è destinata a crescere.v